Compagnia Arcieri del Mare - 09 Elba


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Filosofia

Il tiro con l'arco
Bersagli in movimento, bersagli a tempo, sfruttamento della morfologia del terreno per creare difficoltà di tiro, giochi di luce nella boscaglia: sono questi gli elementi che fanno del tiro istintivo un’attività sportiva unica nel suo genere.

L’attrezzatura
Gli archi utilizzati nel tiro istintivo possono essere classificati in tre tipologie: il Longbow, il Ricurvo ed il Compound.
* Il Longbow è l'arco tradizionale per eccellenza, l’arco lungo medioevale (in lingua inglese Longbow), il più antico. Viene utilizzato con frecce in legno ed impennaggi naturali.
* L'Arco Ricurvo deriva storicamente dall'arco ricurvo orientale , di grande efficacia e velocità. E’ l'arco da caccia tradizionale per antonomasia
* L'Arco Compound, inventato negli USA verso la fine degli anni sessanta, è caratterizzato da un sistema di cavi e carrucole che permettono di sviluppare una maggior potenza con uno sforzo minore da parte dell'arciere.

La filosofia del tiro istintivo
Il tiro istintivo più che una tecnica è una filosofia di tiro con l’arco. Questa “filosofia di tiro” ha come fulcro la capacità insita nell’uomo di proiettare all’esterno le proprie emozioni, di colpire un bersaglio guidando la freccia utilizzando unicamente il proprio essere. L’arciere istintivo deve sapere unire alla massima concentrazione anche una velocissima esecuzione del tiro.
Questa naturale tecnica di tiro oggi internazionalmente definita "Instinctive Shooting" trova conferma nella maggior parte di notizie che ci sono giunte sugli arcieri primitivi.

Alcuni aspetti della disciplina
Nel tiro istintivo si tira ad occhi aperti, non si valutano se non "istintivamente" le distanze e si tira rapidamente la sequenza di frecce prevista dalla situazione. In definitiva, si agisce spontaneamente e per forza di abitudine. Il tiro istintivo si pratica nell'ambiente primigenio del bosco, dove la spinta verso la naturalezza è sicuramente maggiore. La pratica di questa disciplina costituisce un insieme di contenuti di carattere individuale, sociale e ambientale. Concentrazione, rilassamento, capacità di attenzione, coordinazione oculo–manuale, percezione spazio–temporale, senso di appartenenza, sicurezza, fiducia in se stessi, rispetto dell’ambiente e degli altri, sono alcune delle capacità che il tiro con l’arco di campagna sviluppa in modo naturale. Giocare con l’arco significa anche visitare il bosco cercando di non infastidire i suoi abitanti vegetali ed animali. Significa visitare tanti boschi, ed imparare a riconoscerne le specifiche caratteristiche e le peculiarità estetiche. Amare il bosco significa anche fare come i Nativi Americani , sfruttarne le risorse senza esagerare. Consente a chi lo pratica di ritrovare, pur in modo sottile e impercettibile, le ancestrali strade smarrite della lotta per la sopravvivenza come si svolgeva migliaia di anni fa in Europa e come lo è stato fino al secolo scorso per i Nativi Americani. Una lotta che produsse civiltà (quelle dei cacciatori–raccoglitori) considerate tra le più sane dal punto di vista fisico e psichico, le più rispettose della natura e le più profondamente spirituali e sinceramente democratiche mai esistite. Una lotta meno alienante di quella odierna.

Il tiro con l’arco come sport
Il tiro con l’arco come attività sportiva può rientrare nella categoria di attività di riabilitazione e ricreazione.
Questa è una disciplina che rafforza e sviluppa parecchi muscoli e richiede coordinazione, senso dell'equilibrio, destrezza e concentrazione, qualità che vengono incrementate con una pratica costante. Per l’adulto il tiro con l’arco può rappresentare una risorsa da esplorare, una interessante sinergia con altre attività sportive, come per esempio le discipline orientali ( yoga e le arti marziali in generale). Dal punto di vista agonistico sportivo , questa disciplina presenta specifiche particolarità. E' uno sport tranquillo, che si svolge all'aria aperta, con nessun impatto negativo con l'ambiente e soprattutto che non richiede strutture complesse per essere praticato. Contrariamente a quanto si potrebbe credere, in questa disciplina non occorrono particolari doti fisiche, come forza o vista perfetta. Per eseguire bene l’azione di tiro bastano volontà, pazienza e un buon equilibrio psichico. Ogni arciere poi gareggia inserito in una piccola squadra formata in modo casuale (adulti – ragazzi – uomini – donne ) sul posto, il che favorisce la condivisione di esperienze e la nascita di nuove relazioni e amicizie. Questa particolarità, senza annullare la sfida personale rappresentata dal bersaglio da colpire, anzi, favorendola, garantisce l’assenza di esasperazione per quanto riguarda competitività e agonismo.

La presenza dell’arco nella vita dell’arciere
Il tiro con l'arco impegna i sensi, i muscoli, la mente, ma anche l'anima ed il ricordo di ciò che si è.
Ma non si è arcieri solo sui campi da tiro, la disciplina del tiro con l' arco intesa come via tradizionale ci informa della sua presenza in ogni momento della vita. Mantenere la calma e la concentrazione del tiro anche nelle azioni della vita quotidiana, riconoscere e dissolvere ogni condizionamento badando solo all'essenziale come negli istanti che precedono lo scoccare della freccia, sono solo alcune delle azioni che possono rendere l'arceria una via per acuire la nostra sensibilità.
Una via da percorrere con arco e frecce, ma anche con costanza e determinazione, con la capacità di ascoltarsi e di confrontarsi con i propri limiti. Una via che prescinde dalle sigle e dagli stili, ma non dall'impegno di fare del tiro con l'arco una disciplina che, oltre che nei boschi o nelle palestre, si pratichi in ogni momento della vita quotidiana.

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